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Come coltivare le erbe aromatiche: guida completa

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coltivazione erbe aromatiche in vaso e in giardino
Leggi con attenzione

Vuoi sapere come coltivare le erbe aromatiche ? Allora leggi questa piccola guida per scoprire tutti i segreti delle erbe.

In natura sono circa 400 le piante (comunemente definite “erbe”), spontanee e coltivate, che contengono sostanze chimiche complesse, chiamate oli essenziali , le quali conferiscono l’aromaticità.

Nella pianta hanno lo scopo di proteggere la vegetazione da animali e insetti dannosi oppure di attirare gli impollinatori o, ancora, di vincere la competizione con altri vegetali ostacolandone lo sviluppo radicale. Queste sostanze chimiche hanno effetti benefici sull’organismo umano e vengono quindi sfruttate anche perle loro proprietà officinali e medicamentose, per la preparazione di bevande (infusi, liquori, amari) e anche per la produzione di prodotti cosmetici (creme, pomate, profumi).

Molte le specie comunemente coltivate negli orti per il consumo quotidiano, ma grazie alle loro qualità estetiche, possono occupare grandi o piccoli spazi sul terrazzo o sul balcone. Alle proprietà aromatiche, infatti, spesso si abbina una componente decorativa che nulla ha da invidiare alle più comuni e diffuse piante ornamentali.

Le sostanze aromatiche non sono sempre diffuse in tutti gli organi della pianta: nel pepe, nell’anice, nel ginepro e nel coriandolo, gli aromi sono presenti nei semi. Nella cipolla, nell’aglio e nel cren sono i bulbi o le radici a possedere la maggiore concentrazione di oli essenziali. In genere, però, sono le foglie quelle che ne presentano le maggiori concentrazioni.

Erbe aromatiche: gli usi in cucina

si in cucina delle erbe aromatiche

In cucina, più che la quantità di sostanze profumate che si adopera, è importante la tecnica di utilizzo: alcune specie esprimono il meglio solo se aggiunte crude , poiché non sopportano il calore, altre a fine cottura, altre ancora necessitano di partecipare alla cottura per esaltare al meglio le loro caratteristiche nel piatto.  

Queste ultime sono considerate essenze aromatiche robuste  e possiamo annoverare in questa categoria:

  • il finocchio selvatico
  • l’alloro
  • il rosmarino
  • l’origano
  • la salvia
  • la santoreggia
  • il timo
  • la maggiorana.

Si definiscono tali per la resistenza che dimostrano al tatto e al calore delle lunghe cotture, al freddo e al sole nella fase di coltivazione. Sono preferibili cotte perché a crudo presentano un sapore eccessivamente forte. Sopportano le manipolazioni e possono essere conservate facilmente.

Sono definite invece essenze aromatiche fragili:

  • l’acetosella
  • il basilico
  • la borragine
  • il cerfoglio
  • l’erba cipollina
  • la menta
  • la pimpinella
  • l’aneto
  • la melissa
  • la nepitella
  • il prezzemolo
  • il dragoncello.

Queste erbe, caratterizzate da foglie morbide e fragili, danno il meglio appena colte e quasi tutte vanno maneggiate con cura, il meno possibile. È preferibile consumarle crude o dopo una breve cottura.

Classificazione delle erbe aromatiche 

Le erbe aromatiche possono essere:

  • Arboree  come alcune conifere, l’alloro, l’eucalipto;
  • Arbustive come il rosmarino, il ginepro, la salvia;
  • Erbacee annuali o perenni: facilmente coltivabili nell’orto o in vaso su balconi e terrazzi.

Sono annuali tutte le specie che nell’arco di una stagione compiono il loro ciclo vitale, dalla nascita alla fioritura– fruttificazione, e con l’avvento dei primi freddi muoiono. Sono chiamate suffruticose quelle che perdono completamente la vegetazione aerea durante l’inverno ma, appena le condizioni climatiche migliorano, rigermogliano producendo foglie, ramificazioni, fiori e frutti.

Infine, sono classificate come perenni  quelle che sopravvivono nel terreno per molti anni sviluppando un fusto o numerose ramificazioni. Nelle zone climatiche favorevoli possono mantenere la vegetazione anche durante l’inverno. Spesso le specie perenni nelle regioni più fredde vengono coltivate come annuali.

Come coltivare le erbe aromatiche 

Come coltivare le erbe aromatiche?

Coltivarle è davvero facile. Quasi tutte le piante aromatiche coltivate in Italia sono di origine mediterranea e quindi amano abbondante e prolungata illuminazione solare: il sole e il caldo d’altra parte favoriscono l’accumulo e la concentrazione nei tessuti delle essenze aromatiche .

A questa regola generale fanno eccezione la melissa, il prezzemolo e il cerfoglio che vegetano bene anche in zone parzialmente ombreggiate.

In genere sono anche specie con un’ottima resistenza alla siccità estiva, ma sono consigliabili regolari somministrazioni di acqua nei periodi estremamente secchi e quando la coltivazione avviene in vasi esposti al sole.

Le specie aromatiche si adattano in genere ad ogni tipo di terreno, anche se privilegiano quello ricchi, freschi, organici e leggeri o di medio impasto. L’unico fattore limitante è rappresentato dalla temperatura : nelle regioni più fredde del Nord Italia alcune specie perenni possono essere coltivate solo annualmente, in quanto non riescono a superare le condizioni avverse invernali.

Semina e trapianto delle erbe aromatiche

Le erbe aromatiche annuali (aneto, anice, basilico, cerfoglio, coriandolo, cumino e santoreggia) sono generalmente riprodotte per seme.

Le altre specie, arbustive o arboree, possono essere riprodotte anche per parte di pianta, tecnica che consente di ottenere esemplari adulti in tempi estremamente brevi (rispetto alla semina) e rene quindi la coltivazione immediatamente produttiva.

La semina viene effettuata generalmente in primavera (marzo-aprile); una notevole accelerazione nella germinazione dei semi avviene con temperature esterne intorno ai 18 -20°C . Vista l’esiguità del numero di piante necessarie, può avvenire in semplici vasetti, distribuendo i semi in superficie su substrato di sabbia e torba.

Quando le pianticelle hanno raggiunto le dimensioni ottimali (4-5 foglie vere) si procede con il trapianto in piena terra o in piccoli contenitori singoli nel caso delle specie arbustive o arboree, per agevolarne lo sviluppo (le si trasferirà a dimora nella primavera dell’anno seguente).

Come coltivare le piante aromatiche nell’orto

Come coltivare le piante aromatiche nell’orto ?

L ’aiuola maggiormente soleggiata e più prossima alla casa dell’orto deve essere destinata ad ospitare le erbe aromatiche permanenti. Mentre altre prode verranno utilizzate, a rotazione, per le essenze a coltivazione annuale (prezzemolo, basilico, aglio e cipolle).

Nel primo caso, trattandosi di una superficie destinata a rimanere coperta dalla vegetazione per parecchi anni, è necessario preparare adeguatamente il terreno: si deve vangare in profondità, aggiungere sul fondo una buona dose di letame o di compost, disporre le piante in funzione dell’altezza che raggiungeranno per ottimizzare l’irraggiamento solare ed evitare che alcune specie ombreggino le altre ostacolandone un corretto sviluppo.

Essenze come maggiorana, melissa e menta tendono, negli anni, a espandersi tanto da diventare invadenti , creando inconvenienti alle specie vicine. Per ovviare a questo problema è sufficiente predisporre sassi o barriere intorno all’essenza “infestante” limitandone così lo sviluppo eccessivo.

Come coltivare le erbe aromatiche su davanzali, balconi e terrazzi

Con un po’ di senso estetico e d fantasia, si possono coltivare su balconi, terrazzi e davanzali anche solo aromatiche da cucina, ottenendo comunque pregevoli effetti estetici.

Leggi anche  Piante da coltivare in casa: quali sono le migliori?

Sono moltissime le specie e le varietà officinali e aromatiche, che rispondono ai requisiti richiesti per essere definite piante ornamentali.

Per poter scegliere il modo migliore di distribuire vasi e piante è necessario conoscere come avviene sul proprio terrazzo il movimento del sole. La scelta dovrà infatti essere effettuata in funzione dell’ esposizione e della temperatura, in particolare durante la stagione estiva.

Grandi terrazze assolate possono ricevere ombra da piante allevate singolarmente in grossi vasi , come l’alloro che tende ad assumere dimensioni consistenti, o il ginepro che però presenta una crescita estremamente lenta, o ancora il mirto o la cedronella, da qualche agrume e anche da gazebo, pergolati o tendaggi.

All’ombra, questi vasi e sul terreno al loro piede, potranno trovare spazio essenze basse o tappezzanti, altrettanto perenni, che non vengano a danneggiate da posizioni poco assolate.

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Al sole, isolate o mescolate in ciotole, troveranno posto tutte quelle specie mediterranee, rustiche e perenni che amano l’esposizione completa (lavanda, timo, origano e salvia). Il rosmarino è preferibile coltivarlo come pianta singola per la difficoltà di irrigazione che manifesta sopratutto quando è in vaso.

Per le erbe più fini e annuali, solitamente di taglia più piccola si usano vassoi, cassette o vaschette, in cui disporle in funzione del cromatismo delle foglie e dell’epoca di fioritura per poter ottenere un vero e proprio mini-giardino multicolore

Le dimensioni dei vasi devono essere proporzionate all’esemplare coltivato: in generale è sempre bene utilizzare contenitori piccoli, poiché più il vaso è grande maggiore sarà la disponibilità di terreno e questo comporta un maggiore sviluppo delle radici a svantaggio della parte aerea.

La disposizione delle piante aromatiche

La disposizione delle piante deve essere funzionale all’altezza che queste potranno raggiungere: quelle più alte vanno posizionate a Nord del terrazzo o del balcone, in modo che la loro ombra non si proietti sulle specie sottostanti.

Conviene inoltre tenere separate le specie perenni dalle annuali per evitare inconvenienti nello svolgimento delle varie operazioni di colturali.

Le prime che risaltano molto meglio se coltivate in macchie, anche di varietà differenti e all’inizio della primavera devono essere drasticamente potate. In particolare si dovrà intervenire sui rami legnosi di salvia e rosmarino eliminando eventuali parti mal cresciute, abbassando la vegetazione e favorendo un rapido sviluppo dei giovani germogli.

Sulle annuali, ma anche su menta e melissa, si interviene con una continua cimatura durante l’estate, in parte derivante dalla raccolta. Questa operazione comporta la continua formazione di nuovi germogli laterali.

Raccolta e conservazione delle erbe aromatiche

Quando si raccolgono e come si conservano le erbe aromatiche?

Per usarle fresche:

le foglie e i rametti degli arbusti, come salvia, rosmarino e maggiorana, allo stato fresco si possono raccogliere sempre, avendo l’accortezza, specialmente se le aromatiche sono coltivate nel giardino del terrazzo, di asportare le cime nei punti più fitti, più ricchi di vegetazione o mal orientati. 

Le annuali invece, preferiscono cimature o diradamenti costanti: del prezzemolo si tagliano i fusti alla base, lasciando solo qualche centimetro al di sopra del terreno. Nel basilico invece, con la cimatura si favorisce la produzione dei germogli laterali e si inibisce la fioritura che altera la struttura e il profumo delle foglie. Del timo, dell’origano e della santoreggia si tagliano i germogli freschi alla base.

Per conservarle

anche se il clima è favorevole si ha la possibilità di avere sempre a disposizione materiale fresco, conviene raccogliere una piccola quantità di prodotto da destinare all’essiccazione e al congelamento, specialmente nel periodo in cui gli oli essenziali raggiungono la loro massima concentrazione e la vegetazione si presenta abbondante e rigogliosa.

Sotto l’aspetto aromatico, per la maggior parte delle essenze da foglia, il momento migliore per la raccolta corrisponde all’inizio della fioritura, periodo che gli esperti chiamano comunemente “tempo balsamico”, mentre per altre parti di pianta si aspetta la maturità del prodotto.

Leggi anche: Conservazione della menta

Periodo di raccolta delle foglie per la conservazione

  • Prezzemolo: Maggio; 
  • Dragoncello, Rosmarino, Salvia, Timo: Giugno;
  • Alloro, Basilico, Cumino, Lavanda, Melissa, Menta, Origano:Luglio;
  • Aglio, Cipolla, Coriandolo, Maggiorana, Peperoncino, Prezzemolo: Agosto;
  • Aneto, Cappero, Rafano: Settembre; Alloro: Novembre.

Come essiccare le erbe aromatiche

Le foglie destinate all’essiccazione devono essere raccolte con l’intera ramificazione usando forbici e cesoie. Le parti non devono assolutamente essere bagnate di rugiada o pioggia, perché l’umidità provoca facilmente deterioramenti. Il momento ideale è sempre metà mattinata o nel tardo pomeriggio di giornate assolate. 

Dopo aver eliminato le parti che presentano alterazioni, si puliscono strofinandole con un panno umido (evitando di bagnarle). Si preparano poi dei piccoli mazzetti che verranno appesi in un luogo ombreggiato e ben areato per permettere una veloce essiccazione.

Possono essere utili anche locali chiusi, ma devono sempre essere asciutti, ben ventilati e con temperature comprese tra i 20 e i 30°C. Foglie, fiori e radici si possono distribuire anche su graticci ma, in questo caso è necessario rigirale di frequente. Per un buon essiccamento sono necessari circa 8-10 giorni per le foglie, 3-4 per i fiori e 15-20 per le radici. 

Se per essiccarle più velocemente si usa il forno è necessario fare attenzione: per le foglie e le infiorescenze la temperatura migliore corrisponde e 30-35°C e a 50-60°C per le radici. 

Una volta secchi, gli aromi si possono conservare in sacchetti di carta, sui quali si scrive il nome dell’essenza, o in vasetti di vetro o terracotta a chiusura ermetica sui quali, oltre al nome, conviene segnare la data della raccolta. Dopo un anno, gran parte delle essenze inizia a perdere le proprietà aromatiche. Le foglie secche possono essere frantumate o macinate.

Come congelare le erbe aromatiche

Le foglie possono essere conservate con congelazione, in particolare quelle che presentano difficoltà di essiccazione o che, nell’operazione assumono colori e aromi meno consistenti (basilico, alloro, rosmarino ecc). Dopo aver lavato e asciugato le foglie, si congelano utilizzando i normali sacchetti da freezer: potranno essere poi impiegate ancora congelate, distribuendole direttamente sulla pietanza. 

A volte succede che l’essenza congelata perda parzialmente il sapore: si può limitare l’inconveniente ricorrendo al sottovuoto con le ormai diffuse apparecchiature o, in modo artigianale, aspirando l’aria contenuta nel sacchetto con una cannuccia e chiudendo velocemente l’apertura.

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